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L’EPINAY REALE E QUELLA IMMAGINARIA di Alberto Benzoni del 3 marzo 2021

Commentando il mio post sulle parole tossiche, un mio carissimo amico, pur apprezzandolo, mi ha detto che, come al solito, avevo scritto troppo; mentre, a chiarirne il senso, bastavano le ultime righe.D’accordo. Tanto che, tornando qui sull’argomento, dico subito che “riformismo/riformista” è, per i suoi zeloti, come una specie di oppio dei popoli; con l’aggravante che quest’oppio ce lo produciamo da soli e a nostro uso personale.Nel nostro caso la produzione funziona nei due sensi. Da una parte, a “riproporre” un disegno politico totalmente fuori dalla nostra portata. Dall’altra, a “battezzare” come tale un proposta che va nel senso totalmente opposto all’originale.Nel primo caso, va ricordato che Epinay è stato il passaggio centrale di un processo. Ai suoi inizi, i ripetuti traumi - adesione alla guerra d’Algeria, divisione netta sulla interpretazione da dare al ritorno di De Gaulle, scissioni, fallimento del progetto riformista e terza f ...[segue]

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