10.09.1997 - REFERENDUM ABROGATIVI. Il RUOLO ATTIVO DELLE REGIONI PER DAR VITA AD UNO STATO FEDERALE ED UNITARIO. Documento del Gruppo regionale dei Socialisti Italiani

01 gennaio 2000

Un nuovo ordinamento dello Stato basato sul rafforzamento delle Regioni e dei Comuni, per abolire il modello dello Stato centralista, una profonda revisione della Costituzione, la riorganizzazione di uno Stato efficiente federalista ed unitario non possono più essere rimandati e sono oggi all'ordine del giorno come priorità politiche assolute.
Nella precedente legislatura la Regione Lombardia aveva approvato un Progetto di Legge al Parlamento di riordino dei ruoli e delle competenze dello Stato e delle autonomie locali.
Tale progetto è stato ripresentato a firma dei gruppi consiliari del centro-sinistra e di alcuni gruppi della maggioranza in Regione Lombardia con l'obiettivo di concorrere concretamente ad accelerare il processo federalista.
Le recenti elezioni politiche hanno confermato nelle Regioni del Nord una quota di consensi alla Lega Lombarda, che nonostante sia fortemente minoritaria, dipinge la cosiddetta Padania, come una realtà scossa dai proclami secessionisti, ai quali va data una risposta politica assumendo iniziative concrete.
La proposta di Legge dell'On. Bassanini se inserita organicamente nella Finanziaria, potrebbe dare alcune prime organiche e significative risposte, ma ciò non sarà sufficiente senza una riforma della Costituzione.
Intorno alla Commissione Bicamerale cresce lo scetticismo rispetto alla sua capacità di dare risposte in tempi brevi, questo porta noi come altri ad essere sempre meno pregiudizialmente contrari alla elezione di una Assemblea Costituente qualora si accerti l'impossibilità di arrivare rapidamente ad una riforma istituzionale.
Come Socialisti, in un recente convegno organizzato dai Gruppi consiliari del centro-sinistra abbiamo sostenuto l'opportunità di introdurre con coraggio sia le modifiche legislative possibili da subito anche a Costituzione invariata, sia la Riforma costituzionale.
Ciò coincide con la posizione politica che i Socialisti hanno espresso in tempi non sospetti con la proposta della "Grande riforma", sostenendo l'opportunità di un diverso ordinamento statuale scegliendo la via del semipresidenzialismo e del federalismo.
A fronte dell'incalzare degli eventi non è più politicamente giustificabile un atteggiamento attendista in un clima politico che scuote la tenuta democratica del Paese carico di pericolose incertezze in questa infinita e confusa transizione.
Diventa perciò necessario che le Regioni si riapproprino istituzionalmente di una iniziativa politica, sia verso lo Stato che il cittadino.
A tal proposito pur rilevando la contraddizione con alcuni atteggiamenti di tipo centralistico che caratterizzano la Giunta regionale lombarda, soprattutto nel rapporto con il sistema delle autonomie locali, conveniamo con le iniziative referendarie sostenute dal Presidente Formigoni che stanno nel solco di quelle già assunte da 10 Regioni nel 1993, quando presentarono referendum abrogativi, sui quali i cittadini italiani sono stati già chiamati ad esprimersi. Riteniamo che questa iniziativa, se sarà tenuta fuori dalle strumentalizzazioni politiche del Polo, possa essere pienamente sostenuta anche da altre Regioni data l'importanza che assume al di là delle loro maggioranze politiche.
Per questo abbiamo invitato i Consiglieri eletti nel Patto de i democratici e Socialisti Italiani delle altre Regioni a valutare questa iniziativa per sollecitare i propri Consigli regionali ad una riflessione "sui contenuti abrogativi proposti" per rispondere concretamente alle strumentalizzazioni di Bossi ed al disagio crescente nel Paese.
Inoltre riteniamo urgente approvare nel Consiglio regionale della Lombardia la proposta di riforma costituzionale già presentata da alcuni gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, affinchè su una Legge approvata dalla Regione possa essere indetto un Referendum propositivo, che coinvolga i cittadini in termini concreti sui contenuti della Riforma dello Stato.
In questo modo, contestualmente ai Referendum abrogativi si attiverebbe un percorso propositivo di grande valore, contrapponendo alla proposta secessionista della Lega una vera Riforma dello Stato. Ciò confermerebbe inoltre ai cittadini che le Regioni non sono i soggetti terminali della riforma costituzionale, ma possono essere, con altri, i protagonisti democratici per realizzare le innovazioni istituzionali e politiche necessarie.

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